sabato 21 febbraio 2026

Un giornalista felice e sconosciuto di Gabriel Garcia Marquez

 



Pubblicato negli anni '70, "Un giornalista felice e sconosciuto" raccoglie varie cronache, articoli e resoconti giornalistici scritti da Gabriel García Márquez mentre lavorava come giornalista a Caracas tra il 1957 e il 1959. Racconta le vicissitudini dell'epoca, sia a livello nazionale che internazionale, poiché molti eventi si svolsero intorno a lui in quel periodo, che lo scrittore colombiano catturò abilmente con la sua prosa letteraria: le dimissioni dell'allora Primo Ministro britannico, l'alba della Rivoluzione cubana con il coinvolgimento dei fratelli Castro nei colpi di stato in vari paesi dell'America Latina, la Guerra Fredda con lo Sputnik come evento principale e un ambizioso Nikita Krusciov alla guida, e la sua avversione per i regimi totalitari, che lo portò all'espulsione da diversi paesi nel corso della sua lunga carriera. Le sue cronache riflettono anche la situazione politica in Venezuela, dove lavorò, e in Colombia, suo paese natale.


lunedì 9 febbraio 2026

Le parole di Gianni Rodari



Abbiamo parole per vendere

parole per comprare

parole per fare parole

ma ci servono parole per pensare.

Abbiamo parole per uccidere

parole per dormire

parole per fare solletico

ma ci servono parole per amare.

Abbiamo le macchine

per scrivere le parole

dittafoni magnetofoni

microfoni

telefoni

Abbiamo parole

per far rumore,

parole per parlare

non ne abbiamo più.

domenica 8 febbraio 2026

La battaglia di Lepanto di Gianni Granzotto

 


"Il futuro di Lepanto non fu glorioso come la battaglia. Produsse molti discorsi e molte statue, ma non cambiò il volto del mondo. Non cambiò nemmeno la sorte di Cipro, rimasta per sempre nelle mani dei Turchi nonostante la nostra vittoria. E che dire poi di coloro che vinsero ? Appena un anno dopo la battaglia i Veneziani s'erano già messi a tessere intrighi di pace con il nemico ferocissimo che aveva sconfitto. Ebbero così entrambe le cose che all'epoca della mia missione a Venezia insieme volevano e disvolvevano: la gloria in guerra , e la pace per garantire commerci e ricchezze. Tanto travaglio, tanto sangue e tanto valore finirono così per consegnare soltanto una celebre pagina di storia, chiusa in se stessa come il compimento di un'illusione. L'inizio di ere nuove, che tutti sembravano credere strettamente dipendente da quella vittoria, non ci fu."

"..io credo veramente che la vittoria di Lepanto, così isolata e quasi casuale, abbia piegato le sorti del genere umano non per le sue conseguenze politiche o militari, che furono del tutto inconsistenti, ma per il suo influsso sulla mente dei popoli, sullo stato dei loro animi. Tolse dal mondo la paura dei Turchi. E se mi lasciate giudicare dalla vetta della mia vecchiaia posso ben dire che la forza che domina il mondo è la paura, questa grande regola della storia, di ogni passato e di ogni futuro."

sabato 31 gennaio 2026

Edgar Allan Poe

 



Le Avventure di Gordon Pym
L'unico romanzo di Poe (1838) narra un viaggio antartico pieno di ammutinamenti, naufragi e visioni surreali, fondando l'horror psicologico con paesaggi d'incubo e mistero irrisolto.

I Racconti
Classici come "Il cuore rivelatore" o "Il pozzo e il pendolo" usano la prima persona per immergere il lettore nella colpa, nella paranoia e nelle torture fisiche, creando suspense attraverso l'incertezza e l'angoscia interiore,

Le Poesie
Opere come "Il corvo" (1845) evocano malinconia profonda con ritmi ipnotici e refrain ossessivi ("Nevermore"), simboleggiando lutto eterno, perdita e lotta contro il tempo.

Eureka
Questo saggio cosmologico in prosa (1848) propone un universo finito, ciclico e divino, anticipando teorie moderne su gravità e relatività, unendo scienza, filosofia e misticismo.



sabato 24 gennaio 2026

Cile, il colpo di stato ed i gringos di Gabriel Garcia Marquez

 



Gabriel García Márquez non era solo un maestro del "realismo magico"; era un giornalista d'assalto con un profondo impegno politico. Il colpo di stato in Cile dell'11 settembre 1973 fu per lui un trauma personale e intellettuale che lo portò a una decisione drastica: smettere di scrivere narrativa finché la dittatura di Pinochet non fosse caduta (promessa che poi infranse per "necessità" creativa e politica con "Cronaca di una morte annunciata").
Poco dopo la morte di Salvador Allende, Márquez scrisse un celebre articolo (spesso pubblicato con questo titolo) in cui ricostruiva lucidamente le dinamiche del golpe. Per lui, non si trattò di un evento locale, ma di un'operazione orchestrata dall'esterno.
Márquez descriveva il presidente cileno non come un rivoluzionario dogmatico, ma come un democratico convinto, vittima della sua stessa fiducia nelle istituzioni.
Gabo puntò il dito direttamente contro la CIA e l'amministrazione Nixon/Kissinger. Il termine "gringos" non era usato solo in modo colloquiale, ma come sinonimo dell'imperialismo economico e militare che non poteva tollerare un governo socialista eletto democraticamente nel proprio "cortile di casa".
Márquez sosteneva che il Cile fosse un esperimento unico: la via pacifica al socialismo. Secondo lo scrittore, i "gringos" e le élite locali usarono lo strangolamento economico prima ancora delle armi:

1. Scioperi indotti:Come quello dei camionisti, finanziato con dollari americani.
2. Boicottaggio del rame: Per distruggere la principale fonte di reddito del paese.
3. Propaganda:L'uso dei media per creare un clima di caos artificiale.

Gabo divenne una sorta di "ambasciatore" non ufficiale della resistenza cilena. Usò il suo prestigio mondiale per:

* Denunciare le violazioni dei diritti umani nei forum internazionali.
* Aiutare gli esuli cileni a trovare rifugio e voce in Europa e in Messico.
* Scrivere "La tragica avventura di Miguel Littín, clandestino in Cile", un reportage narrativo che racconta il ritorno segreto in patria di un regista     esiliato per filmare la realtà sotto la dittatura.

Per Márquez, la figura del dittatore latinoamericano (esplorata  ne "L'autunno del patriarca") non era una caricatura, ma il prodotto diretto di queste interferenze straniere e delle deformazioni del potere.

L'undici settembre 1973 è la data in cui è morto un mondo e ne è nato un altro, molto più oscuro.