martedì 1 agosto 2017

Tre colori per una quartina di Omar Khayyam



"E' tutta una scacchiera di notti e giorni
in cui il destino gioca con gli uomini come pedoni:
li muove qua è là, li accoppia, li ammazza
e uno alla volta li ripone nella scatola"


"Non siamo che pedine degli scacchi mosse dal Grande Giocatore.
Egli ci muove avanti e indietro sulla scacchiera della Vita,
fino a rinchiuderci nuovamente in scatole di Morte."


"Noi siamo i pedoni della misteriosa partita a scacchi
giocata da Dio. Egli ci sposta, ci ferma, ci respinge,
poi ci getta uno a uno nella scatola del Nulla."

martedì 25 luglio 2017

Voi Noi di F.C.

Voi voci stonate e sfiatate.
Noi immagini spente e sbiadite.
Voi Vita, Noi Speranza, Voi Luce.
Noi esistenze settiche e scialbe.
Voi sogni sperperati e svuotati.
Noi Vita, Voi Speranza, Noi Luce.

venerdì 14 luglio 2017

Lettera da Volterra - tratto dagli archivi del manicomio di San Girolamo a Volterra

21 Marzo 1901
Manicomio di San Girolamo, Volterra

Mia cara Consorte
Rispondo alla tua cara lettera da me tanto gradita mi trovo molto contento ne legere la tua letera da mè tanto gradita dove sento che state tutti bene.Io sarei in perfetta salute di tornare a chasa. No vedo lora e il momento di tornare a chasa per abraciarvi tutti e baciarvi di chuore.È già diverso tempo che io mi trovo in questo manicomio ricoverato,distaccato da voialtri dunqe prochurate quanto prima divenirmi a pigliare e portarmi i panni. Non potete immaginare quanto brami di tornare a Cecina, che qui mi par d’essere in esilio. La pazienza non mi manca, ma da un giorno, all’atro mi scapperebbe; se non mi, facessero partire. Stò contento, allegro, solo desidero di stare insieme, in famiglia.Cara consorte mi raccomando a te e al mio caro fratello Robuamo dunque non mi abbandonate sul fiore di mia vita. Che io non vi o mai abbandonato scuserete se qualche volta vi offeso con parole ma il cuore è sempre amoroso con voialtri tutti quanti ricevi tanti saluti e baci dal tuo affezionatissimo.
Consorte Agapito

"Lettera da Volterra" è una vera lettera di un internato al manicomio toscano e mai consegnata, perché, come da regolamento, le lettere degli iternati non venivano spedite.

Simone Cristicchi nel suo album "Dall'altra parte del cancello", recita la lettera su un'improvvisazione al piano di Giovanni Allevi.

lunedì 10 luglio 2017

Storie sorprendenti di liberi Muratori ( certi e presunti) di Lino Sacchi

Che cosa accomuna personaggi così lontani quali Cagliostro e Allende, Casanova e Celli, Robespierre e Garibaldi, De Sade e Carducci? E che dire del fosco Dumini, che uccise Matteotti? O dì Aleister Crowley, «il più disgustoso e malvagio individuo di tutto il Regno Unito» (parole di Churchill)? O ancora: celebrità quali il conte De Maistre, Franklin e il librettista mozartiano Da Ponte che cosa hanno da spartire con il mistificatore Leo Taxil o con Jean-Marie Gallot, oscuro prete di campagna ghigliottinato durante il Terrore? E poi, è mai possibile mettere insieme la sventurata Maria Antonietta e la «plebea» e anarchica Louise Michel? 

I 40 personaggi raccontati in questo volume hanno tutti avuto esistenze straordinarie e sorprendenti, chi più chi meno hanno lasciato una traccia nella storia, hanno infranto le regole condivise, il buon senso, la morale, a volte la legge, quasi sempre i precetti religiosi. E tutti (probabilmente) sono stati massoni. Atipici, originali, anche bizzarri alcuni, di diseguale rispettabilità, ci aiutano a capire quel fenomeno misterioso che è la Massoneria.

domenica 18 giugno 2017

La grottesca di André Chastel

André Chastel, partendo dall'analisi di una forma pittorica secondaria e poco conosciuta, la “grottesca”, ripercorre in una sintesi fulminante la storia dell'arte dal Rinascimento alla modernità. Nella presentazione il grande critico scrive: “La più celebre delle forme capricciose dell'arte occidentale è quella che prende il nome di grottesca, di cui il Vasari scrive: ‘Le grottesche sono una spezie di pitture licenziose e ridicole molto, fatte dagl'antichi per ornamento di vani’. Una spinta fondamentale venne dalla scoperta, nel secolo XV, della Domus Aurea neroniana che giaceva sepolta da secoli, per cui i primi esploratori delle sue sale ebbero l'impressione di trovarsi in una serie di grotte. È questo il motivo per cui - come narra Benvenuto Cellini - le particolari decorazioni che vi si trovavano vennero chiamate ‘grottesche’. Esse incontrarono uno straordinario successo, consacrato dal loro impiego nelle Logge Vaticane di Raffaello. Da allora divennero una componente ineludibile delle decorazioni di edifici religiosi e profani, comparendo inoltre su ceramiche, vesti, arazzi. La loro fortuna fu inarrestabile e giunge a lambire la pittura moderna, basti pensare a molti acquarelli di Klee e ai ‘mobiles’ di Caldef”.. e che dire di Keith Haring !
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