martedì 2 gennaio 2018

Apollo e Dafne di Gian Lorenzo Bernini di Anna Coliva

Soggetto del gruppo scultoreo è la favola di Ovidio tratta dalle Metamorfosi (I, 450-567), dove si narra di Apollo che, a causa di una vendetta di Eros, è da lui colpito con una freccia d’oro - il metallo più nobile - che lo fa invaghire della ninfa Dafne, seguace di Diana. La fanciulla, invece, trafitta da un dardo  del vile piombo, rifiuta l'amore del Dio e prega suo padre Peneo, divinità fluviale, di aiutarla a farle cambiar quelle sembianze  che tanta passione avervano suscitato. L'opera rappresenta il momento culminante della metamorfosi di Dafne in albero di alloro. Bernini crea una messa in scena teatrale, nella quale l'occhio dello spettatore segue lo sviluppo della trasformazione: Apollo dopo la corsa ha raggiunto l'amata, che ha già mutato i suoi piedi in radici e le mani e i capelli in un’unica fronda. Lui tenta di afferarla, ma le sue dita sfiorano non il suo corpo, ma la corteccia dell'albero. Da quel momento l'alloro diventerà caro al dio, che si cingerà il capo con le sue fronde, e sarà considerato attributo di artisti e poeti.In origine la scultura era collocata sul lato della stanza contiguo alla cappella, poggiava inoltre su un basamento più basso dell‘attuale, espediente utile ad aumentare l'effetto scenografico e il coinvolgimento emozionale dello spettatore

domenica 31 dicembre 2017

Meglio non sapere di Titti Marrone


È un treno a rapire i tre bambini di questa storia ed è un treno a restituirne due nel dicembre 1946. Nel mezzo di questo essere portati via e essere restituiti, c’è l’indicibile del campo di sterminio. Questo libro racconta di tre bambini deportati ad Auschwitz con le loro madri

giovedì 28 dicembre 2017

Il Nome della Rosa di Umberto Eco

"..qui si ribalta la funzione del riso, la si eleva ad arte, le si aprono le porte del mondo dei dotti, se ne fa oggetto di filosofia, e di perfida teologia...
...si deve smantellare la serietà degli avversari con il riso, e il riso avversare con la serietà....
Sei come il tuo Francesco che de toto corpore fecerat linguam, che teneva sermoni dando spettacoli come i saltimbanchi, che confondeva l'avaro mettendogli in mano monete d'oro, che umiliava la devozione delle suore recitando il Miserere invece della predica, che mendicava in francese, e imitava con un pezzo di legno i movimenti di chi suona il violino, che si travestiva da vagabondo per confondere i frati ghiottoni, che si gettava nudo sulla neve, parlava con gli animali e le erbe, trasformava lo stesso mistero della natività in spettacolo da villaggio, invocava l'agnello di Bethlehem imitando il belato della pecora..."

lunedì 4 dicembre 2017

Laterza. Un secolo di libri 1885-1985

La storia della casa editrice Laterza  ha inizio il 10 maggio 1901, quando con una lettera circolare Giovanni Laterza (1873-1943) annuncia la nascita della Casa Editrice Gius. Laterza & Figli. La società di famiglia era stata fondata nel 1885 da Vito Laterza a Putignano, un paese sito tra Bari e Taranto, e si occupava di commercio di cartoleria; si era poi trasferita a Taranto per approdare infine, nel 1889, a Bari, dove qualche anno più tardi (1896) si amplierà con la nascita della Libreria e della Tipografia.Giovanni Laterza si propose inizialmente di farsi editore «di servizio» per gli autori baresi e pugliesi, con particolare attenzione ai temi della cultura tecnica, economica, commerciale, giuridica. Ma, di fronte alla difficoltà di creare un programma editoriale con le sole risorse locali, egli cercò subito altrove referenti autorevoli. Decisivo per i destini della Casa Editrice è, nel dicembre 1901, l’incontro con Benedetto Croce; lo rievoca così Croce stesso, nel Proemio alla «Critica» nel suo XLII anno (1944), rivolgendosi con tono affettuoso e commosso a Giovanni, scomparso l’anno prima: «Nacque allora di colpo in te verso di me una fiducia intera, e questa fiducia, accompagnata da costante pazienza, non tanto mi piaceva per sé stessa, quanto era da me giudicata documento del tuo sicuro intùito, perché avevi saputo leggere nel fondo della mia anima (e di ciò ti ero grato) il mio completo disinteresse, cioè il mio unico interessamento per le cose che tenevo buone e utili».Croce tracciò nel giro di pochi mesi quella che di fatto è stata, ed è ancora oggi, la «mappa genetica» della Laterza; fu lui, nel giugno del 1902, ad invitare chiaramente Giovanni Laterza ad abbandonare il progetto di pubblicare opere letterarie: «Credo poi che fareste bene ad astenervi almeno dall’accettare libri di romanzi, novelle e letteratura amena: e ciò per comparire come editore con una fisionomia determinata: ossia come editore di libri politici, storici, di storia artistica, di filosofia, ecc.: editore di roba grave».Il programma iniziale di Giovanni Laterza assume, quindi, una connotazione del tutto diversa: l’editore locale si ritrova proiettato in un orizzonte europeo; l’editore di libri tecnici e di letteratura diventa editore di saggistica di cultura; l’editore avventizio a caccia di occasioni di pubblicazione si trasforma in editore selettivo ed esigente. E nel giro di pochi anni viene rifondata la «Biblioteca di Cultura Moderna», la prima collana della casa editrice, e nascono i «Classici della Filosofia Moderna» (1906), le «Opere di Benedetto Croce» (1908), gli «Scrittori d’Italia» (1910), i «Filosofi Antichi e Medievali» (1915). Dal 1906, inoltre, Laterza cura l’edizione della rivista «La Critica», diretta anch’essa da Croce.

lunedì 6 novembre 2017

Nati per i Beatles. La storia dietro ogni canzone di Guido Michelone

Dalla A alla Z, da "A day in the life" a "You're got to hide your love away", passando per "Michelle", "Yesterday", "Love me do", "Let it be", "Penny Lane", "Sgt. Pepper", tutte le canzoni dei Beatles raccontate, svelate, analizzate come in un moderno dizionario musicale. Tutte le 216 canzoni ufficiali, in ordine alfabetico, che confermano l'assoluta grandezza di Lennon, McCartney, Harrison, Starr, il magico quartetto di Liverpool, la prima vera rock band della storia, capace come nessun'altra di elevare la pop music a opera d'arte di valore assoluto. A commentare le canzoni, le voci degli stessi protagonisti in un puzzle in cui John, Paul, George, Ringo evocano le fonti ispiratrici, gli attimi indimenticabili, le atmosfere magiche, nel turbinio degli anni Sessanta, tra r'n'r, beat, psichedelia, revival, orientalismo, love&peace. "Nati per i Beatles" ci mostra il vero volto dei Beatles, "sempre molto sinceri, lucidi, autentici, persino candidi verso il pubblico e verso se stessi, nell'attribuire la paternità di testi e musiche, nel giudicare forme e contenuti, nello svelare antefatti o peculiarità attraverso cui fuoriescono queste 216 canzoni". (Laszlo Kovacs).
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